SPECIALI

EL NINO

"La temperatura della Terra sta cambiando "

Posted by Stefano Viola

 

INTRODUZIONE:

Questa settimana Surfin'Gaeta si occupa di illustrare ai suoi lettori un fenomeno che, sebbene si manifesti in un'area del mondo molto distante da noi, nell'Oceano Pacifico centromeridionale, secondo alcuni recenti studi influenza anche l'andamento meteorologico della nostra area geografica. 

El Niño e La Niña rappresentano le maggiori variazioni periodiche della temperatura nell'Oceano Pacifico tropicale. Le oscillazioni delle temperature medie delle correnti comportano pesanti conseguenze sul clima di tutto il pianeta e in particolare su quelli della zona centro-occidentale dell'America, e delle zone più orientali del continente asiatico e dell'Australia. Il fenomeno fu osservato originariamente dai pescatori della costa sudamericana, che misero in relazione l'innalzamento della temperatura del mare con la drastica riduzione della quantità del pescato. Il fatto che questo fenomeno si verificasse di massima in corrispondenza dell'inizio dell'anno, e quindi circa a Natale, li indusse a denominarlo El Niño, che in spagnolo significa «il bambino», inteso in questo caso come Gesù Bambino. Nonostante si ritenga generalmente che questo fenomeno esista da sempre (o perlomeno da epoche remotissime), gli effetti sono stati descritti per la prima volta solo nel 1923 da Sir Gilbert Thomas Walker.

Fra i mutamenti del clima che questo fenomeno induce, sono particolarmente rilevanti quelli che causano l'aumento della piovosità sull'America Centrale e sul Perù, in cui possono verificarsi alluvioni anche distruttive, e i conseguenti periodi di forte siccità nelle regioni del Pacifico orientale, talvolta associati a devastanti incendi in Australia.

L'osservazione delle condizioni meteorologiche nel Pacifico tropicale e la presenza o l'assenza del Niño vengono ritenute essenziali per poter effettuare previsioni a breve termine (da pochi mesi a un anno) delle variazioni climatiche in quelle zone ma anche nell'intero pianeta. Il Niño e la Niña sono la conseguenza nell'Oceano Pacifico dell' ENSO (El Niño Southern Oscillation), che rappresenta una fluttuazione globale della temperatura e della pressione del sistema oceano-atmosfera.

 

L'ENSO


L'ENSO (El Niño Southern Oscillation) consiste in un sistema climatico fluttuante d'interazioni fra oceano e atmosfera, che è conseguenza diretta della circolazione oceanica e atmosferica terrestre. L'ENSO è la più nota causa di variabilità interannuale delle condizioni meteorologiche e climatiche nel mondo, con una frequenza che varia dai tre agli otto anni. Le conseguenze principali di questo fenomeno si possono riscontrare nell'Oceano Pacifico, Atlantico e Indiano.
Nell'Oceano Pacifico, nei periodi di oscillazione termica in cui si verifica un forte aumento della temperatura delle acque, si produce il fenomeno del Niño. Gli eventi dovuti all'ENSO sono sostanzialmente in fase tra l'Oceano Pacifico e quello Indiano; si nota invece un ritardo di dodici-diciotto mesi fra l'ENSO del Pacifico e quello dell'Atlantico.

 

El Niño: "entriamo nel dettaglio"

 

Per definizione, in presenza del Niño, la superficie della parte centrale dell'Oceano Pacifico manifesta un incremento della temperatura di almeno 0,5°C, che si mantiene per un periodo di tempo non inferiore ai 5 mesi. Se invece la temperatura è inferiore alla media stagionale di almeno 0,5 °C nello lo stesso periodo, si ha la Niña. Questi fenomeni sono periodici e si verificano con intervalli che variano dai due ai sette anni.

La massa d'acqua superficiale presente lungo le coste del Sud America spinta verso ovest, viene sostituita da altra acqua che proviene dalle profondità abissali (fig. 1). Quest'acqua è molto più fredda di quella superficiale (riscaldata dall'insolazione) ed è ricca di elementi nutritivi che favoriscono il proliferare delle specie ittiche presenti nell'area, e di conseguenza delle attività di pesca lungo le coste cilene.

L'accumulo di acqua «calda» (la differenza di temperatura tra l'acqua della costa ovest e quella della costa est è di circa 8 gradi centigradi) lungo le coste della sponda ovest del Pacifico meridionale condiziona fortemente il clima locale, riscaldando l'atmosfera, e crea le condizioni necessarie perché possa piovere regolarmente. Inoltre, l'effetto del vento sulla massa d'acqua è tale da generare un vero e proprio dislivello della superficie marina che è più alta lungo le coste occidentali rispetto a quelle orientali di circa mezzo metro. La massa d'aria superficiale ultimato il tragitto da est verso ovest, quando si trova sopra le coste occidentali del Pacifico, sale in quota e ritorna verso le coste orientali chiudendo il circuito. Ad intervalli irregolari, e per cause che nonostante gli sforzi degli scienziati non sono ancora ben note, i venti a bassa quota diminuiscono d'intensità fino quasi ad annullarsi.

Tale situazione di stanca dei venti crea una serie di effetti strettamente collegati l'uno agli altri: l'acqua calda accumulata lungo le coste occidentali del Pacifico meridionale rifluisce verso oriente; l'acqua che si trova lungo le coste cilene non venendo più trascinata verso occidente non consente alle acque profonde di risalire in superficie; la massa di aria umida che si trova normalmente al di sopra delle coste occidentali dell'Atlantico si sposta verso il centro dell'Atlantico; la circolazione del vento in quota ed al suolo si modifica radicalmente.

In sostanza quindi El Niño non è una causa bensì uno degli effetti della stanca dei venti che normalmente soffiano sul Pacifico meridionale.

Preso singolarmente El Niño provoca l'unico effetto, comunque grave, di annullare l'apporto di acqua fredda e ricca di nutrimento dalle profondità marine. Il mancato apporto di sostanze nutritive provoca come ricaduta la moria di gran parte del pesce nell'area rivierasca cilena.

Infatti, la corrente calda che il Niño trasporta risulta estremamente povera di elementi nutritivi (plancton) e finisce per sostituire la corrente di Humboldt, ricca invece di plancton che fornisce cibo a grandi quantità di pesce. Se tale situazione si protrae per lunghi periodi, l'equilibrio faunistico marino ne viene stravolto e ciò si ripercuote pesantemente sull'economia delle popolazioni che vivono principalmente di pesca.

I due Niño più recenti ('82 e '97) sono stati anche i più forti documentati. Molti pensano che ciò possa legarsi all'aumento della temperatura media dell'oceano, dell'atmosfera e all'incremento dell'effetto serra, ma al momento ancora non è possibile fornire una risposta certa. Tuttavia studi eseguiti su modelli numerici in cui si sono volutamente aumentate le temperature medie atmosferiche, hanno portato a risultati simili a tali eventi; quindi si sta studiando se un aumento della temperatura che si protragga nel tempo possa creare una sorta di Niño permanente.

 

 

 

 

 

Fig.1 - Schema di circolazione normale

Nelle annate in cui El Niño non compare, le precipitazioni lungo la fascia equatoriale sono regolate dalla così detta «circolazione di Walker» ovvero un sistema convettivo in cui gli umidi rami ascendenti, provocati dall'innalzamento della temperatura nelle aree del Pacifico dell'ovest, dell'Amazzonia e dell'Africa centrale, accumulano vapore in quota, che viene trasportato e poi ridiscende sotto forma di pioggia sulle zone equatoriali del Pacifico dell'est, dell'Atlantico e dell'Oceano Indiano.

Fig.2 - Schema di circolazione anomala

Gli anni in cui El Niño imperversa sono caratterizzati da una vera e propria mutazione climatica, evidenziata dallo spostamento di alcune migliaia di chilometri dell'area di surriscaldamento che, sul Pacifico, trasla da ovest ad est. Anche il sistema convettivo subisce una vistosa deriva, portando siccità in quelle zone dove normalmente dovrebbe piovere, come è accaduto quest'anno in Australia, Indonesia, America Centrale ecc., e abbondanti precipitazioni altrove. È anche evidente come, con El Niño in attività, la linea del termoclino, in mare, perda sempre di più il suo tipico andamento curvo, dalla superficie del mare verso il fondo, appiattendosi verso il basso, ad evidenziare l'anomalo surriscaldamento di ampi strati dell'acqua, fino in profondità.

 

Cause del Niño


Non è ancora chiaro il motivo preciso che causa il fenomeno del Niño; infatti è estremamente difficile valutare con precisione quanto pesi ogni aspetto che influisce sull'evoluzione del clima. Alcuni giornalisti e sostenitori della teoria del complotto hanno posto in relazione il fenomeno del Niño con un esperimento climatico dei russi, che è un'applicazione della tecnologia di Tesla. Secondo costoro, il 4 febbraio del 1983 sarebbe stato registrato un forte flusso di onde ELF (Extra-Low Frequency = a bassissima frequenza), inviate dagli americani, che sarebbero entrate in contatto con onde stazionarie emesse dai sovietici.

Ciò avrebbe provocato il Niño del 1983, che ha portato siccità in Australia e piogge diluviali in Perù, tornado e colate di fango nel sud della California: ciò in particolare sarebbe il risultato delle enormi onde stazionarie emesse dai Russi. Questa strategia farebbe parte di un piano iniziato da Lenin e che aveva lo scopo di riscaldare la Siberia e svilupparvi delle coltivazioni.

 

Uno Sguardo ad alcuni grafici


Nel grafico mostrato nella figura 3 sotto riportata, sono contrassegnate, partendo dal 1550, tutte le annate in cui El Niño si è manifestato. Quella del 1982/83, nella quale il fenomeno ha raggiunto picchi record, sarà probabilmente superata dall'attuale, nella quale si sono raggiunte punte di 30 gradi per la temperatura superficiale del Pacifico, in prossimità delle coste del Perù, ma con un notevole incremento di calore, fino a 9° in più, anche a 100 metri di profondità.

Dal grafico mostrato nella figura 4 invece, relativo alle annate 81/82 si può vedere come le temperature dell'acqua si modifichino in maniera sostanziale durante il manifestarsi di El Niño. Quest'ultimo ha una durata che può variare fra i 12 e i 18 mesi ed è poi generalmente seguito da un'altra fase climatica anomala, caratterizzata da una temperatura delle acque del Pacifico inferiore alla media, conosciuta come «LaNiña».

(cliccate sui grafici per ingrandirli)

   

 

 

 

 

La Niña

 

La Circolazione di Walker causa il movimento di masse d'acqua verso la costa occidentale dell'Oceano Pacifico. Questo generalmente causa un aumento del livello del mare sulla costa occidentale anche di 80-100 cm rispetto alla costa orientale. In una situazione di Niña si accentuano tali condizioni e i torrenti d'acqua calda si intensificano verso ovest, gli alisei aumentano d'intensità e spingono l'aria ricca di umidità verso le coste indonesiane e australiane. In sostanza quindi, la Niña corrisponde alla situazione opposta del Niño, cioè si accentuano e si amplificano le condizioni di circolazione oceanica e atmosferica normali.

Si ringrazia Wikipedia, e il sito Nautica.it
per le informazioni e le immagini

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